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Perciò, perché il Popolo (e l’umanità) ha sviluppato il continuo interesse per il sesso? Qual è il vantaggio evolutivo?

Ovviamente, dice la donna di Tsai Ama, serve a tenere il Popolo (e l’umanità) continuamente interessato l’uno all’altro.

La maggior parte delle comunità animali sono costruite sulla parentela, solitamente attorno a gruppi che consistono di madre e bambini o affiliati. Questo è vero, per fare qualche esempio preso dalla Terra, per l’elefante e le termiti.

Ma il problema con la parentela come base per una comunità ha due aspetti. Uno. Ci sono limiti di dimensione, almeno per gli animali mammiferi e simili. Tali creature non producono famiglie molto numerose. È possibile estendere il concetto di parentela oltre i familiari stretti, e sia il Popolo che l’umanità lo hanno fatto attraverso le adozioni e gli incroci e con l’allargamento dell’idea della famiglia, fino a quando non diviene la stirpe hwarhath o il clan umano o tribù. Ma questo coinvolge riflessioni astratte. Non si risponde più a ricordi o percezioni di similarità genetica. La donna di Tsai Ama non ritiene che il concetto di famiglie allargate sia antico. Due. La parentela non dà alla gente il modo di legarsi a stranieri o ad altre comunità. Ma il sesso e l’amore sessuale mettono in grado di interessarsi a chiunque. Le comunità possono essre di qualsiasi dimensione. È sempre possibile accogliere nuove persone.

Coloro che fanno domande sulla religione potrebbero arrivare a domandare: a che cosa pensava la Divinità quando ricorse a un solo apparato di organi e a un solo gruppo di ormoni per tanti diversi scopi? Ma, come sottolinea la donna di Tsai Ama, la Divinità è famosa per l’utilizzo che fa di tutto ciò che trova; l’evoluzione è piena di strane trasformazioni; e nessuno è mai stato in grado di scoprire che cosa la Divinità pensi, ammesso che pensi.

Perciò un mezzo disegnato per la procreazione è diventato un modo per legare insieme il Popolo. Ma questo conduce a un problema: se la gente è continuamente impegnata in comportamenti eterosessuali, produrrà bambini, ed è probabile che ne produrrà più di quanti voglia o possa sostentare.

Che fare?, si chiede la donna di Tsai Ama.

Gli umani hanno trovato una soluzione, secondo Ul, e hanno fatto in fretta: nel loro Neolitico, a dir poco. C’erano tre modi di controllo della popolazione umana. Uno era l’infanticidio e, specialmente, l’uccisione di bambini femmina. (Se si vuole limitare la popolazione, ha più senso uccidere le femmine che i maschi.) Un secondo modo consisteva nella limitazione della sessualità femminile. Per farlo, uomini e donne devono essere schiavizzati, almeno fino a un certo punto. (E in che senso, chiede Tsai Ama Ul, la schiavitù può essere parziale? La schiavitù è la schiavitù, un concetto di inimmaginabile orrore. Una piccola schiavitù è come un piccolo incesto.) L’ultimo modo consiste nella sistematica svalorizzazione della vita delle donne e dei bambini femmina. Questo può portare all’infanticidio e alla schiavizzazione delle donne. Gli umani, come i hwarhath, hanno bisogno di sentire che il loro comportamento è giusto. Se uno fa del male a un altro, ha bisogno di una giustificazione: quello che fa del male è cattivo o non è una vera persona. Come risultato di questa svalorizzazione, le donne umane e i bambini femmina sono stati sistematicamente sottonutriti e supersfruttati. Anche questo serve a ridurre la popolazione. Una donna che sia esausta e malnutrita difficilmente potrà portare in grembo un bambino sano o sopravvivere al parto.

Tutto questo è tremendo e va al di là di ogni comprensione, dice Tsai Ama Ul. Ma è stato meglio di niente, sebbene non comparabile alla soluzione del Popolo: rendere tabù l’eterosessualità, tranne nel caso della procreazione.

Perché gli umani ricorrono all’omicidio e all’oppressione delle donne per il controllo della popolazione? Perché i hwarhath ricorrono a un decente comportamento sessuale?

C’è un’importante differenza tra le due specie. Tra gli umani, i maschi sono più grandi e più forti delle femmine. Tra i hwarhath è l’opposto. Tsai Ama Ul argomenta che tra il Popolo le donne hanno sempre controllato l’accoppiamento, mentre tra gli umani sono perlopiù i maschi che decidono quando fare sesso.

(Il discorso di Tsai Ama Ul è molto più complicato di questo. Nella maggior parte del Popolo, la differenza di dimensione tra uomini e donne non è drammatica. Sono molto vicini per altezza e forza, sebbene le donne siano solitamente più alte degli uomini e tendono a mettere su peso verso la mezza età, mentre gli uomini no. La donna di Tsai Ama argomenta che il dimorfismo sessuale tra il Popolo è diminuito con il passare del tempo. In parte lei lo rileva dai resti fossili, sebbene non sia sempre possibile determinare il sesso dalle ossa. Lo rileva anche dall’"antropologia". Tra i Red Folk, i quali sono molto simili agli antenati pre-morali del Popolo, la differenza di dimensione tra uomini e donne è marcata. Le donne dei Red Folk sono molto più grosse dei loro uomini e hanno l’assoluto controllo dell’accoppiamento. E c’è un gruppo tra il Popolo che ha un certo numero di differenze fisiologiche e genetiche (e probabilmente intellettuali) rispetto ad altri della specie. I membri di questo gruppo tendono ad avere corpi massicci, braccia e gambe corte, creste prominenti e facce molto più piatte. Sono leggendari per la loro rudezza e producono molti ottimi soldati, politici e agricoltori, ma sembra che manchi loro qualcosa nelle aree della creatività e dell’immaginazione. Non producono quasi mai grandi artisti o pensatori originali. Un certo numero di stirpi del Grande Continente Meridionale appartiene a questo gruppo, il quale (argomenta la donna di Tsai Ama) è una attuale sottospecie che ha conservato alcuni tratti primitivi. Tra questi tratti primitivi è marcato il dimorfismo sessuale. In questo gruppo (che comprende gli Ettin e i Gwal) le donne sono significativamente più grandi degli uomini. È stata gente come questa, forse anche appartenente a questa sottospecie, che ha creato la cultura originale dei hwarhath e ha instaurato il controllo femminile sull’accoppiamento. (Le donne hwarhath non hanno mai perso questo controllo.)

È una teoria estremamente controversa. La maggior parte dei compagni scienziati di Tsai Ama Ul ritengono che sia sbagliata.

I maschi umani non volevano cedere l’eterosessualità. Perché non è chiaro a Tsai Ama Ul. Non sembra particolarmente attraente. Forse era il peso dell’abitudine o la forza dell’istinto animale.

Le donne hwarhath non volevano perdere i bambini o il diritto di controllare i loro corpi e le loro vite. Perciò (dice la donna di Tsai Ama) limitarono la crescita della popolazione negando agli uomini l’accesso sessuale.

Come risultato, si svilupparono due diversi modi di allevare bambini. Il Popolo limitò severamente il numero delle nascite e fece ogni sforzo per nutrire e prendersi cura dei bambini che aveva. Fece anche ogni sforzo per nutrire e prendersi cura delle sue donne. Non ci sono bambini sani senza madri sane.

Gli umani usarono la povertà, l’oppressione e la violenza all’interno della famiglia per limitare la popolazione. Alla fine, questa tecnica non funzionò.

I hwarhath tracciarono una linea chiara tra il sesso per la procreazione e il sesso per divertimento. Quest’ultimo era attentamente controllato. Il primo era attentamente controllato. Per la maggior parte, erano in grado di tenere la violenza fuori dalla famiglia. Tracciarono una linea chiara tra quelli-che-combattevano-e-uccidevano e quelli-che-erano-nutriti-e-amati.

Tutto questo fu fatto razionalmente, secondo Tsai Ama Ul, dalle donne del Popolo, Non era "naturale", Per stabilire questo, ha cercato campioni di eterosessualità-per-scopi-diversi-dalla-procreazione tra i hwarhath.

Ne ha trovati più di un migliaio attingendo dalla storia e dall’etnografia, comprese intere società che erano preminentemente eterosessuali e che arrivavano perfino… in certi casi… a imporre sanzioni sul comportamento omosessuale. Di queste società si trova riscontro in fonti storiche. Nessuna è sopravvissuta fino ai tempi nostri. E vengono date diverse ragioni: (A) la loro popolazione crebbe fino a diventare un problema per i vicini i quali finirono per distruggerle. (B) Controllavano la loro popolazione con metodi umani, con l’infanticidio o la schiavitù delle donne. Questo fece arrabbiare i loro vicini, che le distrussero, o (in molti casi storicamente registrati), abbandonate le donne, presero i bambini.

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