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Perché D’Courtney era deciso a suicidarsi?

Se lo sapessi, non gli avrei permesso di arrivare a quel punto. Reich mi impedì di riuscirvi. Avrei potuto salvare D’Courtney.

Ma non hai idea del perché D’Courtney ebbe questo crollo psichico?

Sì. Faceva dei drastici tentativi per sfuggire a un grave complesso di colpa.

Che genere di colpa?

Verso sua figlia.

Barbara. Ma perché?

Non lo so. Lottava per scacciare simboli di avversione, viltà. Avremmo lavorato su questo materiale. Ecco quanto so.

È possibile che Reich abbia immaginato tutto questo e ne abbia approfittato. Ecco un particolare intorno a cui si accanirà il signor Peetcy.

Avrebbe potuto immaginarselo… no, impossibile. Avrebbe avuto bisogno dell’ausilio di un esper per…

Un momento, Sam. C’è qualcosa sotto quest’ultima affermazione, vorrei captarlo se permetti…

Fa pure, sono a tua disposizione.

Ecco, ora è più facile… Associazione d’idee con festa… invito… conversazione alla riunione tenuta a casa mia. Il mese scorso, Gus T8, medico esperto nel tuo stesso campo, chiedeva il tuo aiuto per un caso simile, quello di un suo paziente, diceva. Se T8 chiedeva il tuo aiuto, Reich certamente aveva bisogno di tale aiuto, così ragionasti tu. Powell era così sconvolto che parlò a voce alta. — Bene, che ne dici, telespia?

— Che ne dico di che cosa?

— Gus T8 era in casa Beaumont, la notte in cui D’ Courtney fu ucciso. Ci andò con Reich, ma io speravo che…

Pres, non lo credo!

—  Neppure io. Ma ascolta. Il piccolo Gus era l’esperto di Reich. Ti strappò quel che poté e poi lo riferì a un assassino. Come sconterà ora l’infrazione del Voto di Galeno?

— Come sconterà ora la disintegrazione Reich? — rispose Akins duramente. Da una stanza interna giunse un messaggio di Sally Akins: Pres. Al telefono.

Powell attraversò a grandi passi veloci la sala che lo separava dallo stanzino del telefono. Vide subito sullo schermo il viso di Son.

— Che fortuna trovarvi, Capo! Abbiamo sei ore di tempo.

— Raccontami tutto per ordine, Son.

— Il nostro studioso di Rhodopsin, il dottor Wilson 1/4 è di ritorno da Callisto; ora è diventato un ricco possidente per gentile concessione di Ben Reich. Resterà in città per sei ore per sistemare i suoi affari, poi tornerà su Callisto dove ha deciso di stabilirsi sfruttando il patrimonio di recente acquisizione.

— Dannato telefono. Come fa uno a farsi un’idea esatta della situazione basandosi sulle parole? Credi che 1/4 abbia intenzione di parlare?

— Vi avrei chiamato se fosse così? È grato a Reich che… cito le sue parole… generosamente ha risolto certe complicazioni legali in favore del dottor Wilson 1/4 Maine e della giustizia. Se volete arrivare a qualcosa, affilate tutte le vostre armi.

— E questo — disse Powell — è il laboratorio della Lega, dottor Wilson.

1/4 Maine era impressionato. Tutto il piano superiore della Sede della Lega era destinato alle ricerche scientifiche.

Si trattava di un enorme salone circolare di quasi trecento metri di diametro, che terminava in una cupola di quarzo in duplice sovrapposizione, graduato in modo che si poteva far filtrare la luce nell’intensità voluta, dalla totale oscurità all’illuminazione piena, inclusa la luce monocroma entro un decimo di angstrom.

— Non ho molto tempo, signor Powell — disse Wilson 1/4 Maine.

— Naturalmente. È davvero gentile da parte vostra dedicarci un’ora. È giusto il tempo sufficiente per darci i vostri preziosi consigli.

— Nulla che riguardi D’Courtney? — chiese Wilson.

— Chi? Ah, quel delitto. Come vi è venuta questa idea?

— Sono stato pedinato — disse Wilson, di malumore.

— Noi chiediamo il vostro consiglio in materia scientifica, non informazioni su un delitto. Che relazione ha il delitto con la scienza?

Giusto. Bastava guardarsi attorno, in quel laboratorio, per rendersene conto.

— Nessuno leggerà il mio pensiero, dunque?

— Dottor 1/4 Maine! — disse Powell con aria offesa. — Vi ho dato la mia parola di scienziato.

— Bene, bene — disse 1/4 Maine, indicando un banco. — Di che si tratta? Simbiosi?

— Diamo un’occhiata intorno, d’accordo? — E Powell prese delicatamente 1/4 Maine per un braccio. Agli studiosi presenti nel laboratorio lanciò invece questo messaggio: Attenzione, esper! C’è qui un tipo che bisogna ungere a dovere. È uno specialista in fisiologia ottica e ha delle informazioni che vorrei desse spontaneamente. Per favore, proponetegli tutti i più oscuri problemi in materia che vi riesce di inventare, e chiedetegli di illuminarvi.

Si fecero avanti in massa. Uno studioso, che si occupava del problema di registrare la corrente telepatica, chiese schiarimenti. Due graziose ragazze, accanite studiose del misterioso problema della trasmissione telepatica a vasto raggio, domandarono al dottor 1/4 Maine perché la trasmissione delle immagini visive avesse un limite d’errore di dieci angstrom, il che non era vero. Il gruppo degli scienziati giapponesi, le cui ricerche convergevano sul cosiddetto Nodo di Galeno, centro della ricettività telepatica, sosteneva che il Nodo di Galeno era in circuito con l’asse ottico (ne era invece ben lontano) e cominciarono a sottoporre prove completamente assurde al dottor Wilson 1/4 Maine.

Alle due fu servita una colazione fredda per non interrompere il sacro banchetto della scienza. Il dottor 1/4 Maine, estatico e animato, confessò che non gli andava l’idea di possedere tante ricchezze su Callisto e di dovercisi stabilire: non vi erano scienziati, lassù. Confidò poi a Powell come gli era accaduto di ereditare quel vistoso patrimonio. Craye D’Courtney ne era stato, a quel che si diceva, il proprietario. Il vecchio Reich (il padre di Ben) doveva averglielo soffiato, in un modo o in un altro, e l’aveva intestato a sua moglie. Quando questa morì, l’ereditò il figlio. Ben Reich doveva essere stato preso da rimorsi di coscienza tanto che l’aveva sottoposto al tribunale perché ne decidesse a suo piacimento; e 1/4 Maine così ne era venuto in possesso.

— E ne deve avere altri di pesi sulla coscienza — disse 1/4 Maine. — Quante ne ho viste lavorando per lui! Ma tutti questi finanzieri sono dei filibustieri. Siete d’accordo?

Powell assunse un’aria di complicità e si accattivò 1/4 Maine con un sorriso. — Come scienziati possiamo criticare, come uomini di mondo non ci resta che lodare.

— Afferrate perfettamente la questione. — Così dicendo 1/4 Maine strinse con effusione la mano di Powell. Alle quattro il dottor Wilson 1/4 Maine informò i garbati giapponesi che sarebbe stato assai lieto di illustrare loro i risultati raggiunti nelle sue indagini segrete sulla porpora retinica, allo scopo di consegnare la fiaccola della scienza alla nuova generazione. Gli occhi gli si inumidirono e la voce gli tremò durante i venti minuti che passò a descrivere accuratamente lo ionizzatore Rhodopsin costruito per la Sacramento.

Alle cinque gli scienziati della Lega scortarono il dottor 1/4 Maine all’astrorazzo che l’avrebbe riportato su Callisto. Gli riempirono la cabina di doni e di fiori, le orecchie di grati complimenti ed elogi e il dottor Wilson 1/4 Maine prese congedo con la piacevole convinzione di aver giovato alla scienza in modo tangibile, senza aver tradito quel nobile e generoso patrono che era per lui Ben Reich.

Barbara si trascinava carponi sul pavimento del salotto. Le avevano appena dato la colazione e il suo viso era tutto impiastricciato di uovo.

— Tata — diceva. — Tata!

Mary, vieni subito! Parla! Barbara parla!

Ma no! disse Mary arrivando di corsa dalla cucina. Che cosa dice mai?

Mi ha chiamato papà.

Mary gli inviò un’ondata di derisione. Ha detto tata. E tornò in cucina sorridendo e scuotendo la testa.

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